Guerre Stellari tutte italiane

Rendere possibile l’improbabile

Non capita spesso che un regista, nato nella nostra città di provincia, realizzi alla fine degli anni 70 un film di fantascienza destinato a diventare a decenni di distanza un cult per appassionati di b-movie. Non capita eppure è successo ed è per questo che abbiamo deciso di rendere omaggio a Luigi Cozzi e al suo Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione.

Partiamo dalla sinossi: due pirati dello spazio, la conturbante Stella Star e il “supernormale” Akton, vengono assoldati per difendere l’Impero dal mefistotelico Conte Zarth Arn. Come prevedibile saranno sbatacchiati da una parte all’altra dell’universo, tra amazzoni spaziali, robottoni claudicanti e uomini delle caverne. Per fortuna ci penserà un giovanissimo David Hasselhoff a salvarli e dopo attacchi e contrattacchi, potranno riportare pace, amore e prosperità in tutto la galassia.

Per i più cinici Starcrash non è altro che un’imitazione a basso costo e ridimensionata di Star Wars: rimandi e analogie all’epopea degli Skywalker sono ovunque e i mezzi tecnici non possono reggere il confronto con la produzione hollywoodiana. Lustratevi gli occhi con gli “scontri stellari” tra navicelle spaziali, giusto per farvi un’idea. 

Ma mettiamo un attimo da parte la malizia: il film sicuramente nasce in risposta al terremoto nel mercato cinematografico causato da George Lucas, ma in Starcrash ritroviamo la sci-fi classica degli anni ‘50, ed è lo stesso Cozzi a dircelo, così come la fascinazione per la bizzarria e la stranezza. Ma cosa più importante c’è amore per la fantascienza. Di quel tipo che ti porta a rendere possibile l’improbabile. Un onesto, felice e spensierato amore per la fantascienza. E noi proprio di questo abbiamo bisogno per provare a reinventarci il futuro. Ecco perché lo abbiamo scelto come titolo.

La cosa più divertente di tutta questa faccenda? Il film è pieno di grossolani strafalcioni scientifici, dalle migliaia di gradi sotto zero del pianeta ghiacciato ai vari scivoloni in fatto di pressione atmosferica e forza di gravità. È tutto meraviglioso e ci va bene così.


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