Pastasciutta Antifascista 2025: cosa ne pensa il Circolo

In merito alle diverse iniziative antifasciste promosse nei prossimi giorni sul territorio, sentiamo la necessità di condividere pubblicamente la nostra posizione.

Come Circolo Gagarin, abbiamo deciso di non aderire ufficialmente a nessuna delle manifestazioni in programma. Lo facciamo con rispetto e senza alcuna volontà polemica, e nel pieno riconoscimento dell’importanza e del valore simbolico di ogni iniziativa antifascista.
Di fronte ad uno scenario differente, unitario, avremmo aderito come Circolo. In questa situazione, molti e molte di noi parteciperanno alle iniziative ma a titolo personale, come cittadine e cittadini, militanti, persone attive nella comunità e convintamente antifasciste.

Condividiamo pienamente le parole di Sergio Barletta, che recuperiamo da un recente scambio mail:

“Quello della Pastasciuttata è un gesto semplice, ma denso di significato. Esso infatti simboleggia la libertà, la lotta contro l’oppressione, ma sostanzialmente la condivisione, che deve rappresentare un momento di gioia e speranza per il futuro.”

Oggi più che mai, dopo quanto accaduto il 26 gennaio e con il recente avvenimento del Remigration Summit, riteniamo indispensabile superare ogni forma di attrito, divisione o contrapposizione, che sia essa di natura personale, associativa o politica. Chiudere le porte non può più essere una strada percorribile. Condividere, con tutte le asprezze e le difficoltà, e armonizzare le differenze è l’unica porta di accesso a una nuova pratica antifascista.

In un momento storico in cui l’antifascismo è un bisogno, un dovere e una necessità sociale – oggi che persino i nazisti di tutta europa stanno trasformandosi da picchiatori di strada a organizzatori di convegni – ci troviamo però a fare i conti con una realtà preoccupante: per troppi giovani, troppe famiglie, troppe persone non direttamente coinvolte nelle dinamiche politiche o nella militanza locale, l’antifascismo appare lontano, svuotato di significato, ridotto a un esercizio di memoria o a una contrapposizione ideologica priva di impatto sulla vita quotidiana.
Questa percezione è anche responsabilità nostra, di noi associazioni e realtà antifasciste, quando ci presentiamo divisi, incapaci di dialogare, incapaci di costruire forme di partecipazione accoglienti, inclusive e davvero attrattive.

Crediamo che l’antifascismo sia una pratica viva e quotidiana, che deve sapere costruire ponti, rafforzare relazioni e fare spazio a ogni voce che voglia contribuire a difendere la dignità, la libertà e i diritti di tutte e tutti.

Ci auguriamo che, già dal prossimo futuro, si possa tornare a camminare insieme, nei fatti e non solo nelle parole. Noi, ci saremo.

Con affetto e rispetto,
Circolo Gagarin


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