Da qualche tempo Circolo Gagarin sta lavorando per dismettere l’utilizzo di pastiche monouso e favorire pratiche di riutilizzo di materiali al fine di evitare inutili e dannosi sprechi di materiali, cibo e energia. Già dalla scorsa stagione abbiamo trasformato il nostro atrio in un piccolo spazio verde, recuperando piante, seminando e preparando talee. Anche l’arredo, come quello dell’intero Circolo, è realizzato con materiali e mobili recuperati, altrimenti destinati alla discarica.

La cucina e il bar hanno portato al minimo gli sprechi e nulla finisce gettato. Lo testimoniano i pochi sacchi di frazione umida e plastica che produciamo settimanalmente. Abbiamo rimosso definitivamente cannucce monouso e caffè in cialde, privilegiando così una torrefazione locale che ci fornisce caffè in chicchi, garanzia di migliore qualità del prodotto oltre che di maggiore sostenibilità. Al contempo disincentiviamo fortemente il consumo di acqua in bottiglia, che prevediamo in futuro di limitare se non rimuovere del tutto (l’acqua del Sindaco è buona e ovviamente sempre gratuita per i nostri soci!). Abbiamo anche installato nuovi termostati, limitando così sensibilmente i consumi energetici e aumentando l’efficientamento del riscaldamento. La strada è ancora molto lunga e tante sono le iniziative e le accortezze che stiamo realizzando per il futuro.

I prossimi obiettivi.
Un portabiciclette in cortile vorrà incentivare i Soci all’uso di mezzi leggeri nel recarsi al Circolo. Un potenziamento delle strutture per la raccolta differenziata aiuterà l’intero processo. Tutto questo in sintonia con sensibilità e coinvolgimento di soci e volontari, indispensabili perché questo percorso continui.

Continuiamo a lavorare in questa direzione consapevoli soprattutto che la lotta per l’ambiente contro la “dismisura” dei nostri comportamenti quotidiani non serve solo alla terra e al clima. Serve soprattutto a noi che siamo la prima causa di questa crisi ambientale globale e contemporaneamente siamo anche i primi a subirne gli effetti, a volte drammatici. Il senso di tutto ciò se da un lato pare evidente, dall’altro è legato alla necessità di vedere il problema nel piccolo, riconoscere il legame tra quotidianità dei comportamenti e globalità della crisi, che non è più soltanto degli altri, così lontani da noi e così diversi, ma è oggi più che mai alle porte del mondo che abitiamo tutti i giorni. Abbiamo cominciato con il vedere quali nostri comportamenti come Circolo e piccola comunità svelino l’invisibilità di questa connessione, portandoli alla luce possiamo agirvi e dare il nostro contributo ad una questione tanto planetaria quanto quotidiana.

Il Circolo Gagarin è pronto per un nuovo decollo, destinazione Carbon Free!